• lucia personalCoach

Un gran bel modo di vivere!


Circa tre settimane fa ho avuto modo, insieme a mia figlia, di passare una giornata insieme a Bob Randall - Anziano custode delle tradizioni Uluru - e sua moglie.

La gioia e l'amore che hanno trasmesso attraverso il cuore "bambino" era quasi tangibile....di certo le sensazioni ed emozioni che i loro racconti hanno suscitato in noi resteranno per sempre impresse in profondità!


Un immenso GRAZIE per aver condiviso con noi, come se anche noi si fosse la loro famiglia - in realtà....si....una stupenda Famiglia d'Anime che si incontrano ad un appuntamento preso nel "Tempo di Sogno".

L'armonia con l'ambiente, da noi percepito come inospitale - per il troppo caldo, la difficoltà di trovare del cibo, ecc -, che viene considerato un tutt'uno con la propria famiglia (l'accezione di famiglia è un luogo in cui SI E' rilassati e al sicuro....già questo per alcuni/e di noi, è un sogno!) è il cardine su cui poggia la loro antichissima cultura. Immersi e collegati a tutto ciò che è vita - Tiukurrpa - nel rispetto fondato sulla conoscenza, l'interdipendenza e l'accettazione di ogni essere vivente.

Vivere con gli Aborigeni per un giorno: come bambini, attenti ad ascoltare storie e a sentire con tutto il nostro essere la bellezza dell'Anima del mondo.....un sogno che si realizza, manifestandosi nella realtà concreta, direttamente dal Tempo di Sogno a Trieste (si, lo so che molti c'hanno lavorato per "tradurlo in realtà"....quello che ho fatto io, invece, è stato danzarlo e cantarlo a me!)

Con affetto Canto di Stella

tratto da Wiki

Uluru ha un ruolo particolare nella mitologia del dreamtime ("era del sogno", o tjukurpa) delle popolazioni del luogo. In generale, il tjukurpaè un insieme di "miti di formazione", volti a spiegare le caratteristiche geografiche del territorio (pozze, montagne, caverne e così via) come "tracce" dei viaggi e delle azioni di esseri ancestrali (vissuti, appunto, nell'"epoca del sogno" che precede la memoria umana). Inoltre, gli aborigeni ritengono che questi elementi geografici mantengano per sempre l'essenza vitale e creativa degli esseri che l'hanno generata.

Queste creature ancestrali sono generalmente descritti come giganti in parte umani e in parte simili ad animali o piante. Il sito di Uluru porta i segni dell'attività di numerose creature ancestrali. La maggior parte dei miti sull'Uluru, sulle sue caverne, le sue pozze, le sue sorgenti, o le caratteristiche del paesaggio circostante sono segrete, e non vengono rivelate ai piranypa (i non-aborigeni); solo gli elementi generali della storia della formazione dell' 'Uluṟu sono noti.

Secondo il mito, Tatji, la Lucertola Rossa, che abitava nelle pianure, giunse a Uluru. Lanciò il suo kali (boomerang), che si piantò nella roccia. Tatji scavò la terra alla ricerca del suo kali, lasciando numerosi buchi rotondi sulla superficie della roccia. Questa parte della storia è volta a spiegare alcuni insoliti fenomeni di corrosione sulla superficie di Uluru. Non essendo riuscito a trovare il suo kali, Tatji morì in una caverna; i grossi macigni che vi si trovano oggi sono i resti del suo corpo.

Un altro mito riguarda due fratelli bellbird (un uccello australiano della famiglia dei passeri) che cacciavano un emù. L'emù fuggì verso Uluru e due uomini lucertola dalla lingua blu, Mita e Lungkata, lo uccisero e lo macellarono. (Alcuni grossi macigni nei pressi di Uluru sono interpretati come pezzi della carne dell'emù). Quando i fratelli bellbird giunsero sul posto, gli uomini lucertola diedero loro un misero pezzetto di carne, sostenendo che non c'era altro. Per vendetta, i fratelli bellbird diedero fuoco al riparo degli uomini lucertola. Questi cercarono di fuggire scalando le pareti della roccia, ma caddero e arsero vivi. Questa storia spiega i licheni grigi sulla superficie della roccia nella zona dove si sarebbe tenuto il pasto (che sono considerati traccia del fumo dell'incendio) e due macigni semi-sepolti (i resti dei due uomini lucertola).

Queste e altre storie del dreamtime sono rappresentate da numerosi dipinti rupestri lungo la superficie dell'Uluru. Secondo la tradizione aborigena, questi dipinti vengono frequentemente rinnovati; fra gli innumerevoli strati di pittura, i più antichi risalgono a migliaia di anni fa. Diversi luoghi lungo il perimetro dell'Uluru hanno valenza religiosa particolarmente forte e i turisti che li visitano sono soggetti a diversi livelli di proibizione (per esempio di non avvicinarsi a determinati luoghi o non scattare fotografie).

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