• lucia personalCoach

Ci vuole coraggio per confrontarsi con l'abitudine all'infelicità!


Affezionarsi ai propri errori e scambiarli per le uniche realtà esistenti è uno spreco indicibile di energia ma rassicura davvero molto, ecco perché si continua a ricreare molte varianti della stessa credenza di base, anche se deleteria.

Oggi, alcune informazioni sono molto conosciute, ma tra l'essere conosciute e l'esser messe a buon fine c'è una distanza notevole in termini di soddisfazione e felicità a breve, medio e lungo termine.

Una tra queste è il sapere ormai ampiamente diffuso che siamo i creatori della nostra vita, che lo facciamo attraverso l'azione di pensiero ed emozione associati in schemi (forme pensiero) responsabili di produrre realtà sempre simili alla prima esperienza.

Mi spiego meglio.

A partire da un'esperienza di base attraverso cui ci facciamo un'idea del mondo in noi si crea, in modo del tutto inconsapevole, una credenza che da quel momento in poi non farà che attrarre situazioni simili che continueranno a confermare che la nostra idea è corretta, in altre parole, che abbiamo ragione.

In questo modo, ci assicuriamo un buon grado di sicurezza come risultato della prevedibilità delle persone, della situazioni, della vita.

Quello di cui non teniamo conto, soprattutto perché tutto questo processo è fuori dal nostro controllo cosciente, è l'altissimo costo in termini di infelicità e non solo nei casi di esperienze davvero traumatiche che spesso, invece, sono una forte spinta motivazionale a trovare una via d'uscita, bensì nella stragrande maggioranza dei casi in cui l'abitudine all'infelicità, all'insoddisfazione, alla frustrazione, all'attesa infinita di pochi attimi di gioia come corredo imprescindibile della vita è la credenza "portante" che giustifica la loro costante presenza nella nostra vita contro la rarità di momenti felici di cui, viceversa, dovremmo essere colmi (non entriamo quì nell'approfondimento del senso di colpa di fondo che tutta l'umanità si porta dietro da millenni e che, da solo, riesce a far credere a miliardi di persone che questo sia tutto ciò che l'Umanità si merita....cioè, rari attimi di gioia e soddisfazione contrapposti a tantissima fatica e infelicità, ecc...).

Spesso, capita anche che l'esperienza di base non sia stata nostra ma "ereditata" dal nostro conteso familiare o appresa in modo indiretto attraverso esperienze altrui di cui siamo stati testimoni in un momento particolarmente vulnerabile del nostro sviluppo.

Così, l'errore continua a ripetersi al di sotto della nostra consapevolezza attraverso un' errata interpretazione della realtà, conseguente ad una percezione distorta da credenze deleterie acquisite o ereditate.

A questo punto si potrebbero inserire ulteriori interpretazioni sul perché ognuno/a, individualmente, abbia "bisogno" di fare tali esperienze (una marea di questioni metafisiche pronte a perpetrare l'errore, a proprio esclusivo vantaggio di svariata natura!) per formarsi uno schema da portare avanti per tutta la vita; personalmente preferisco direzionarmi sul come uscirne definitivamente.

Quindi nell'eventualità ci sia uno squarcio di consapevolezza che induca il desiderio di trasformare la propria realtà attraverso il grande potere creativo che abbiamo tutti/e in dotazione in quanto umani, come riuscire a sviluppare la capacità di farlo?


Ci vuole coraggio per esperire realtà diverse!

Il coraggio di sentirsi insicuri;

il coraggio di essere confusi;

il coraggio di non voler aver ragione;

il coraggio di incontrare il nuovo, l'inedito;

il coraggio di abbandonare il controllo;

il coraggio di imparare a convivere

- con la felicità quotidiana o

- con il senso di colpa per averla nonostante la maggioranza sia ancora nel dolore, nella povertà, nella carenza.

Il coraggio altro non è che il RAGGIO del CUORE.

Ecco, questa è la prima risorsa da ritrovare in se stessi/e....

il primo, necessario e importante passo verso la felicità!

Ciao, Anima Straordinaria......sii Cor-Aggiosa

L.

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