• lucia personalCoach

Una persona sveglia impara sempre e da qualsiasi cosa



La sua genialità è tutta insita in questa frase! Un GRANDE, dal quale imparare...vediamo come possiamo farlo insieme.

Ora, sull'importanza delle parole mi son già pronunciata - anche se l'argomento è talmente vasto che potrei parlarne per post e post senza mai ripetere le stesse cose - ma in questa frase vorrei portassi anche la tua di attenzione per cercare i grandi insegnamenti in essa contenuti....io ne ho trovati almeno

due e più ci rifletto più altri "saltano" fuori.

........................spazio riflessione....................................spazio riflessione..................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

ci sei? trovati? Si......? No.......? Forse........?.......................................................pronto/a ?

Vanno bene tutte le eventualità, non darti pensiero! Volevo soltanto giocare un po'

Parto con l'analisi, tu seguimi, se ti va


La prima cosa che mi salta all'occhio è l'utilizzo del verbo TROVARE.

Che differenza c'è nell'utilizzare trovare anziché cercare? Te lo spiego subito.

Cercare implica una condizione di partenza in cui la carenza è di casa, cioè esiste qualcosa di mancante che va cercato all'esterno in modo da compensare una carenza interna.

Purtroppo l'identificazione del problema in MANCANZA predispone già la mente inconscia in una prospettiva dove la sensazione e la conseguente emozione (ansia, rabbia, dolore...) suscitate la fanno da padrone mantenendo invariata la situazione di carenza interna che si ripercuote anche all'esterno, continuando in questo circolo vizioso auto-alimentante.

Viceversa, trovare implica l'esatto contrario, cioè quel qualcosa che sembra mancare già esiste all'interno e di conseguenza si manifesterà anche all'esterno. Il problema viene eliminato alla radice dall'utilizzo di un termine che poggia sulla CERTEZZA dell'ABBONDANZA interiore.

Ecco, questo è il primo punto attraverso cui la genialità di Albert trovava soluzioni ai problemi inquadrandoli in una diversa prospettiva (cioè non dalla prospettiva che crea il problema ma facendo "entrare" lo sguardo lì dove il problema non esiste).

Semplice vero?

Vero è che nel momento in cui qualcosa viene spiegata (cioè aperta, tolta dalle pieghe che la rendevano incomprensibile e invisibile) diventa semplice, qualsiasi essa sia.

Il secondo punto pone l'attenzione su quanto la visione di qualcosa di esterno possa influenzare lo stato d'animo a tal punto da esserne contagiato.

Mi spiego.

Vedere il disordine, la discordia e la difficoltà può contagiare a tal punto che la problematica da esterna diventa interna, ma è rarissimo diventarne consapevoli.

Avere quella prontezza di riflessi che ci porterebbe, una volta identificato il problema, a metterci nell'immediato in una situazione d'animo facilitante la soluzione - procedendo così dall'abbondanza di semplicità, armonia e occasioni interne all'abbondanza di manifestazioni esterne tra cui scegliere quella che più ci aggrada - oltre ad essere auspicabile è l'atteggiamento più consono alla Vita e, come effetto collaterale molto gradevole, aiuta a risolvere qualsivoglia problema o ostacolo ci si trovi davanti, di fianco o nelle retro vie.

Ecco come un uomo straordinario, con una semplice frase, può ancora oggi trasmettere la sua abbondanza a coloro che sanno far buon uso dei suoi pensieri e delle sue emozioni (che si evincono dai suoi pensieri...mica lo conoscevo, no!?!?!).

Serena giornata, Anima Sveglia...a presto

Lucia

#cercare #trovare #prospettiva #gioco #carenzqa #abbondanza

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