• lucia personalCoach

Antichi sentieri per crescere bene l'Umanità di oggi e di domani


Riporto quì l'intero articolo di presentazione dell'Associazione Your True Voice con i suoi primi corsi per bambini. Il Blog, nato 4 luglio 2016, porterà in questo spazio tutte le proposte, i progetti e la condivisione di momenti speciali nella categoria che porta il suo nome.


Stavo preparando il materiale da presentare per offrire i seminari esperienziali, corsi, percorsi e stage dell' associazione ed ho improvvisamente ricordato che ancora non abbiamo un Blog......pensato.....fatto....eccolo quì!

Non mi sembrava carino proporre cose senza che fossero visibili e leggibili sul web. Ed ecco che in questo spazio raggiungibile da ogni dove, ti terremo aggiornato/a.


Inizio col presentarti l'Olodanza Bimbi, attiva da settembre prossimo per la gioia, la crescita e lo sviluppo armonico dei bimbi i cui genitori ed insegnanti hanno a cuore un nuovo modo di educare i loro figli ed allievi; un modo che porti davvero alla luce ciò che è già presente nelle piccole Anime di cui sono i custodi,

un modo che permetta all'entusiastica e naturale voglia di crescere, amare e conoscere dei loro amati bambini, di farsi strada senza impedimenti.

Colgo l'occasione, inoltre, di presentarti uno tra i miei più cari Ispiratori:


OLODANZANDO

con i BIMBI

L'olodanza è un metodo, per grandi e piccoli, ideato e sperimentato dal dr. ROMANO SARTORI, psicologo ad indirizzo bioenergetico, che ha ampliato la sua preparazione con diversi approcci energetici e di gruppo tra cui il massaggio, il rebirthing, i gruppi di Osho con le sue meditazioni dinamiche, la biodanza e lo shamanesimo brasiliano, focalizzando la sua attività sulla ricerca evolutiva in senso globale (corpo/emozioni/mente/spirito). Profondamente convinto del valore dell’arte nella trasformazione della persona, negli anni ha esteso i suoi interessi a molte attività espressive ed artistiche, praticandole in prima persona: poesia, scrittura, canto, teatro, danza. Con analogo approccio olistico ha affrontato la costruzione dell’Olodanza, compendiando in essa il meglio della sua esperienza e creatività. Dale 1978 ad oggi, sta lavorando al suo continuo sviluppo e perfezionamento. Autore del libro “Olodanza, l’"energia liberata".

Il suo metodo si sposa perfettamente con la Via del Cerchio trasmessa da Story, ai seminari del quale ho potuto vedere e constatare - con tutti i sensi a disposizione - quanto i bimbi fossero parte integrante dei cerchi e, insieme ai loro genitori, apprendessero senza fatica e senza una rigida disciplina che li bloccasse tenendoli fermi ad un banco. In mezzo alla natura e ad adulti rilassati ma attenti, erano partecipi all'amore e all'accoglienza in cui si sentivano immersi e che faceva da ancora alla loro attenzione e al loro apprendimento.

Così, Olodanzando con i bimbi, proponiamo loro un insieme organico di giochi, danze ed esercizi espressivi e comunicativi all'interno di un'atmosfera rilassata, a misura di bambino. Questo approccio psicomotorio si può definire movimento giocoso educativo, perché i movimenti proposti hanno il carattere della leggerezza, della facilità e dell’umorismo che si addice all'età infantile, ma hanno anche una fondatezza di significato e un intento evolutivo sul piano dinamico, psico-emozionale e relazionale.

Questa complessità di approcci spiega il termine olodanza: olos, in greco, vuol dire il tutto, l’intero, perciò il prefisso "olo" si riferisce alla globalità di un metodo (l'olodanza tout court, senza specificazioni, è un metodo per gli adulti).

L’età a cui è rivolto l’attuale assetto di questi giochi è quella compresa tra i 4 e i 7 anni, in quanto per noi questa si potrebbe chiamare l’età dell’incanto attivo, per la forte presenza della simbolizzazione, del senso dello stupore e della capacità di coinvolgersi in modo particolarmente fresco e vitale nelle situazioni reali o immaginate.

Durante l’età precedente (0-3 anni) i bambini sono assorbiti nella maturazione sensoriale e motoria, e, anche quando questa è abbastanza avanzata, non sono ancora in grado di comprendere e interiorizzare le istruzioni per i nostri giochi, né hanno una sufficiente autonomia emozionale, dipendendo strettamente dalla presenza delle figure adulte di riferimento costante.

L’età successiva (dagli 8 anni in poi) vede svilupparsi progressivamente l’interesse verso la comprensione realistica della vita, e l’incanto tende via via ad essere sostituito dal desiderio di spiegazione verosimile dei fatti e delle cose.

La nostra età incantata, dunque, comporta una grande facilità di accesso all'immaginario, svincolato dal reale. In un attimo il bambino può immaginarsi su un micro-pianeta inesistente, può parlare con fate e maghi, può essere un indiano o un bisonte, una trottola o una bambola, un falco o un pulcino. La simbolizzazione non pone problemi di realismo: è subito così, e basta.

I bambini però, per collaborare ai giochi/danze con l’intelligenza e l’azione, desiderano una coerenza e una compattezza nello svolgimento della situazione iniziale. Cioè (traducendo i pensieri infantili in spiegazioni adulte): “Maestra, noi immaginiamo qualsiasi cosa tu ci chiedi, ma tu porterai fino in fondo quello che ci hai proposto, senza saltare di palo in frasca, restando bene nell'argomento. Fantastichiamo tranquillamente su ciò che è oggettivamente impossibile, ma tu ce lo devi presentare all'interno di una storia non troppo strampalata. Siamo disposti ad una esplorazione gioiosa e curiosa solo se, quando cominciamo a ragionare e ad agire come se le cose stessero in un certo modo, questo modo svilupperà bene le premesse iniziali”.

Si potrebbero evidenziare solo i limiti dell’approccio fantastico, consistenti proprio nella sua irrealtà. Ma i suoi meriti, almeno in questa età esplorativa, sembrano superiori: immaginando si possono mettere in atto situazioni puramente ideali, e dunque strutturali, del vivere, e seguirne lo sviluppo in modo semplice, al di là delle infinite complicazioni che il reale ci impone.

Si può strutturare via via la mente esercitandosi nelle sue potenzialità creative. Certo, in questo modo si semplificano le cose, ma si sta anche provando la mente ad interagire creativamente con esse, si sta tentando la strada per diventare persone sensibili, attive ed inventive.

Il resto......a voce

a prestissimo, quindi

Lucia Rigo

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