• lucia personalCoach

Da cosa dipende, ora, la ripresa economica del nostro amato Paese?

"La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni." Rafael Nadal

Ride bene chi ride ultimo.....è un vecchio proverbio sempre utile: la saggezza popolare è il fondamento e il precursore della più antica "strategia" della pazienza.

Chi è paziente e tiene calmo il suo Cuore con una Fede incrollabile nella Vita, in questi momenti è molto avvantaggiato.

Ti racconto un episodio della mia infanzia venutomi in mente proprio in questi ultimi giorni.

Quando lo vissi, per me che ero piccina era esilarante ma anche un po' pauroso (...a ben riflettere forse il mio riso era motivato dall'apprensione), ma non per i miei genitori che si son dovuti mettere all'opera immediatamente per arginare i danni.

Eravamo in vacanza a Plava Laguna in Istria dove puntualmente, in estate arrivavano le famosissime "Buriane"; all'epoca faceva parte della Yugoslavia ma prima ancora era terra Italiana, come ben sai.

Non ci si poteva permettere l'albergo ma mio padre non mancava di portarci in ferie d'estate al campeggio, sia al mare - che a mia madre piaceva moltissimo - sia in montagna, il suo ambiente naturale in quanto si dilettava come ciclista (da Trieste alle Dolomiti e ritorno!) speleologo, rocciatore e sciatore.

Ricordo ancora le sensazioni meravigliose che la quantità di stelle che si potevano vedere a occhio nudo in quei cieli immensi e immersi nella natura profumata mi procurava anche se, in una di quelle notti, arrivò la tempesta in stile uragano nel Mago di Oz:

la tenda con tutto il suo contenuto rischiava di essere portata via e le provviste spazzate e rese inutilizzabili dall'acqua.

Mio padre che era una persona molto prudente, seria e semplice nel contempo, quando montava la tenda era molto scrupoloso, ma il vento era davvero impetuoso, così, in piena notte durante lo scoppio del temporale si alzò correndo avanti e indietro per martellare ancora più a fondo i picchetti affinché tenessero, allargare ulteriormente i canali di sfogo dell'acqua affinché non allagasse le "camere" o per mettere in alto le vettovaglie, le pentole, i piatti... in tutto quel trambusto si scatenavano terrificanti e roboanti tuoni e lampi che non mancavano di immortalarlo in svariate e buffe posizioni tramite un "effetto flash".


In mezz'ora tutto finì, ma ciò che ci lasciò addosso fu un disagevole senso di precarietà, allarme e un totale caos a cui rimediare ....oggi, col senno di poi, credo che mio padre non fosse più riuscito a dormire, quella notte.


La Natura è così. Insegna davvero molto e spesso non ti da molte occasioni per imparare una seconda lezione: o la impari o rischi di lasciarci le penne!


Nonostante ciò, lui la preferiva ai luoghi affollati e pieni di gente.

Avrò sicuramente preso da lui questo aspetto ;)

Il mattino seguente si continuò a riparare i danni, stavolta tutti insieme: si mettevano ad asciugare al sole le cose bagnate svuotando completamente la tenda, lavoro che implicò un'altra bella oretta anche se eravamo in quattro a svolgerlo.

Fu allora che mia madre non mancò di osservare che attorno a noi tutto si svolgeva come ogni mattina: i nostri vicini, di nazionalità diverse, si alzavano con calma prendendosi tutto il tempo di una tranquilla colazione all'aperto.

Sembrava che la Buriana avesse colpito soltanto noi ....ma chi eravamo, la famiglia Adams, forse???

Finito di metter ogni sacco a pelo, coperta, scarpe ed altro ad asciugare lei si accinse a preparare la colazione per noi tutti, non facendo mancare nemmeno i fiorellini sul tavolo.

Lei era fatta così: aveva il piacere di vedere la Bellezza intorno a lei, forse per compensare tutte le brutture che aveva visto e patito con la guerra da piccola, chi lo sa; certo è che ai suoi tempi non esisteva il sostegno psicologico per i sopravvissuti alla guerra come, invece, abbiamo oggi!

Lei si curava e curava noi così, con la bellezza, il canto e lo spirito Bambino sempre presente, fino all'ultimo dei suoi giorni; così, una volta fatto colazione, messo tutto a posto ora non restava che goderci pienamente la giornata di sole splendente che segue sempre la tempesta.


Alle 9 di mattina eravamo pronti e ci recammo alla spiaggia con asciugamani, creme da sole, libri, pinne e merenda.

Al nostro ritorno, a pranzo, molti dei i nostri vicini di tenda erano ancora alle prese con ciò che la Buriana aveva fatto anche a loro.

A mia madre scappò un sorriso "sotto i baffi" che a mio padre non sfuggì e non mancò di rimproverare con lo sguardo: a casa mia la comunicazione non verbale era la principale modalità di comunicazione disponibile, da cui si potevano trarre molte informazioni non dette ma presenti e corpose.

La compassione di papà era sempre calorosa, tenera, pratica e pronta all'azione altruistica; meno male che mia madre la bilanciava un po'; mamma amava di più parlare e quando lo faceva andava dritta al nocciolo della questione, senza fronzoli: "Quando serviva aiuto a noi, chi è venuto a darci una mano? Tu adesso rimani quì, con noi. Guai a te se ti muovi!" e lui, sapendo che aveva un bel po' di ragione, la ascoltava.

Ecco che questi preziosi ricordi emergono, ora che servono più che mai e con una tale vividezza da far sembrare che certi eventi siano accaduti proprio per insegnarmi in modo indelebile lezioni importanti che non si possono apprendere con nessuna teoria.

Così, personalmente ritengo molto apprezzabile la serietà che ha contraddistinto e caratterizzato le decisioni e le conseguenti scelte non facili prese dai Comuni e dalle Regioni in queste due settimane: un massiccio, determinato e tempestivo intervento per soffocare l'epidemia e proteggere la salute dei cittadini.

Farlo nonostante avrebbe potuto impattare negativamente l'economia di tutto il Paese disarcionandolo dai suoi cavalli più apprezzati e amati - Turismo ed Esportazione - deve essere stata una decisione per niente facile, ancor più sapendo che in molti avrebbero potuto approfittarne, come è puntualmente accaduto.

Fare i conti con una simile emergenza mai accaduta prima d'ora - per la particolarità delle variabili in campo che non sto quì ad elencarti - e senza alcun modello da seguire è toccato a Noi, mentre il resto d'Europa guarda, se la ride, giudica e schernisce. Magari non tutti, ma tanti.

Vien da chiedersi però, cosa faranno costoro quando, non prendendo misure adeguate per proteggere la loro popolazione, si ritroveranno alle prese con gli effetti del problema ma non certo con un Sistema sanitario e di Protezione civile efficaci e soprattutto, gratuiti, come i nostri? Ecco, a questo proposito il tempo, con il suo inesorabile e paziente lavoro, fornirà le risposte


E' ovvio però che, a mente lucida e senza la pressione di un evento così spiazzante per il quale non c'è mai stata alcuna prova generale, qualche errore sia stato fatto. Facile a dirsi....dopo!


Tornando al virus, sembra stia diventando maggiormente affrontabile dalle strutture sanitarie proprio grazie alle serie, sollecite e immediate misure adottate dai nostri vertici. Questo è un fatto osservabile, non una teoria.

Ma è sempre meglio tenersi aggiornarti di giorno in giorno dalle fonti competenti onde evitare di cantar vittoria prematuramente.

Adesso, si spera che, portate a termine tali misure necessarie, se ne prendano altre altrettanto valide in campo economico per risollevare il nostro Paese e, magari con un po' di sostegno in più da parte nostra, potrebbe accadere molto più velocemente.

Dipende quindi anche da noi, da Ognuno di noi.

Ad esempio, dove andremo in vacanza quest'anno? Usciremo ancora insieme agli amici a mangiarci la tanto vituperata ma invidiata pizza, sapendo che chi ce le porterà è in ottima salute grazie alle misure preventive che certamente han causato disagio e rinuncia ma han preservato la qualità di vita e salute a cui siamo abituati?


E se non avremo i mezzi per farlo, sapere che le nostre spiagge, colline e montagne sapranno ospitarci anche con un pranzo al sacco assaporato all'ombra di un albero, dopotutto, credo sia meglio di un'epidemia che non si riesce ad arginare in alcun modo.


Pensi sia troppo allarmista un tale scenario? Io, sinceramente no.

Onestamente, se ti fosse dato il super potere di poter tornare indietro nel tempo e avessi nelle tue mani le sorti d'Italia, Tu che decisione prenderesti? E se a seguito delle tue decisioni le conseguenze fossero disastrose, ne sapresti sopportare le conseguenze?


Non potremo mai sapere con certezza come sarebbero andate le cose se non si fosse fatto così, ma possiamo stare a guardare come continuerà e fare qualcosa che serva davvero ad aiutare la situazione complessiva, consapevoli che recriminare serve soltanto a rimanere al tappeto più a lungo mentre potremo, invece, rialzarci e tirar fuori quella che è la nostra vera peculiarità, la nostra vera forza.


Ora, vorrei chiederti una cosa (si, lo so che ti ho già chiesto troppo!)....posso?....ti va di lasciarti coinvolgere?

1.........2.........3.............via

Riesci a immaginare quanto sarebbe diverso #𝖎𝖑𝕮𝖆𝖒𝖕𝖔𝖉𝖊𝖑𝖑𝖊𝕽𝖊𝖑𝖆𝖟𝖎𝖔𝖓𝖎 se Ognuno/a di Noi ora - in questo istante preciso e per tutto il tempo che servirà - anziché essere in balia delle ondate emozionali collettive colme di panico, rabbia, abbattimento, tristezza, dispiacere, risentimento, paura, delusione, ecc....fosse in grado di dare accoglienza alle proprie emozioni dolorose - cosa molto diversa dal lasciarsi contagiare emotivamente - ma nel medesimo tempo sapesse "centrarsi" e stare in uno spazio di Calma Interiore e Fiducia nella Vita e nelle Forze che essa sa adoperare per ripristinare l'Equilibrio? Siii?.....anch'io:

i contagi smetterebbero di procurare vittime, le soluzioni e le idee creative - che a NOI Italiani non mancano mai - arriverebbero facilmente; in poche parole saremmo a breve di nuovo a cavallo e non a terra, pronti per continuare a goderci questo "viaggio" terreno nella meraviglia della Materia.

Il mio augurio per oggi, quindi, è di



RICORDARE CHI SIAMO e

ricordare che non siamo mai soli.

Abbi cura di Te,

con Amore

𝐦𝐢𝐭𝐚𝐤𝐮𝐲𝐞 𝐨𝐲𝐚𝐬𝐢𝐧 /

per tutte le mie relazioni

#unavitaviva #educationalcoaching #lesacreleggidellavitaedellamorte #apiediscalzi


P.S.

Lo so che è un bel po' di roba la ricerca che oggi desidero portare alla tua attenzione, ma ti invito ugualmente a leggere e rifletterci su.

𝗟𝗮 𝘁𝗲𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗟𝗲𝘄𝗶𝗻

a cura di Nicola Paparella

L’idea che il comportamento umano possa essere interpretato come risposta personale ad uno stimolo è estremamente riduttiva, semplicistica, semplificatrice e, tutto sommato, scorretta, perché non tiene conto di una serie di “variabili” che intervengono a motivare, a dirigere e a configurare ciascun comportamento. La Teoria di campo corregge questo schema palesemente riduttivo.

Partiamo da un esempio. Dinanzi ad un campo di girasoli che si offre alla luce meridiana di una calda giornata d’estate, la reazione di una persona può essere del tutto diversa: può risvegliare un sentimento nostalgico, associato a immagini e musiche lontane, può far pensare all’approssimarsi di una meritata ricompensa, legata al momento della raccolta e alla commercializzazione dei semi, può attivare meccanismi di ricerca per individuare come si possa attraversare quel campo senza farsi scorgere dall’alto, può generare noia ed indifferenza, in chi si lascia trascinare dall’abitudine… Una molteplicità di risposte possibili, la cui diversa configurazione è, sì, legata a quei girasoli, ma dipende da tanti altri fattori interagenti, a volte indescrivibili, forse impercettibili, persino imprevedibili, ma sicuramente rilevanti.

La persona è un universo complesso ed aperto al mondo. Questa molteplicità di evocazioni, di stimoli, di reazioni e di compensazioni personali, questa ricchezza di elementi fra loro correlati e in qualche misura interdipendenti rappresentano un sistema che si tiene insieme per una serie di tensioni.


È ciò che K. Lewin chiama campo.

Al centro del campo c’è la persona. La persona e il campo vengono attraversati da un insieme di forze che si configurano come tensioni; diverse per direzione, per valenza, per potenzialità emotiva, per carica espressiva e per capacità di coinvolgimento.

Il comportamento è originato da questa totalità di fattori interdipendenti, e quindi, in buona sostanza, dalla totalità dinamica della situazione così come si determina in un dato momento.

Lewin prova a dare una rappresentazione simbolica della sua teoria, con la formula, diventata ormai celebre:

C = f (P,A)

dove (C) sta ad indicare i comportamenti, che sono funzione (f) degli spazi di vita a loro volta costituiti dalle persone (P) e dagli ambienti (A)

Ecco, in sintesi, i punti nodali della teoria di K. lewin:

  1. La totalità è ben diversa dalla somma delle parti che la compongono, ed ha qualità e dinamiche sue proprie. In questo K. Lewin mostra e conferma la sua piena partecipazione alla “scuola” della Gestalt

  2. Il campo è costituito da un insieme di forze, tensioni, relazioni e processi. E già qui, per questa evidente e forte proiezione dinamica, K. Lewin si porta decisamente al di là della Gestalt Theory.

  3. La persona non è esterna al campo, ma è al suo centro.

  4. Anzi, è essa stessa costitutiva del campo.

  5. Il comportamento è funzione dello stato della persona e dell’ambiente.

  6. Ogni comportamento va analizzato hic et nunc (il passato è reso presente dalla memoria); Nel campo, l’ambiente (o contesto) è, al tempo stesso, soggettivo ed oggettivo.

La proposta di K. Lewin vale come proposta di un quadro teorico che aiuta a capire e ad inquadrare fenomeni e processi sociali, e vale come sorgente di un fecondo metodo di analisi sociale. Possiamo anzi dire che, a partire da K. Lewin, l’aggregato sociale non può che essere esaminato in termini di interdipendenza tra le parti, in una logica che è sistemica e dinamica ad un tempo.

La compresenza, nel campo, di forze contrastanti (così come all’interno delle organizzazioni e/o degli aggregati sociali), rende ancora più evidente il dinamismo che caratterizza questa rappresentazione del campo e consente a K. Lewin di ipotizzare una speciale ulteriore caratteristica del campo: il suo tendere verso l’equilibrio.

Quest’ultimo punto, che ha fatto pensare ad una possibile criticità rispetto all’idea di cambiamento sociale, si è dimostrato essere anch’esso molto fecondo perché ha determinato una ricca serie di ricerche riguardanti il problema delle interazioni collettive e, sotto il profilo teorico, l’analisi degli equilibri, il rapporto fra continuità e cambiamento. Anzi, si deve proprio a K. Lewin uno dei primi (e più citati) modelli di Change Management.

BIBLIOGRAFIA

Lewin, Teoria dinamica della personalità (1935), tr. it., Editrice Universitaria, Firenze 1965. Lewin, Principi di psicologia topologica (1936), tr. it., OS, Firenze 1961. Lewin, I conflitti sociali: saggi di dinamica di gruppo (1948), tr. it., Angeli, Milano 1976. Lewin, Teoria e sperimentazione in psicologia sociale (1951), tr. it., Il Mulino, Bologna 1972. Lewin, Field Theory in Social Science, Selected Theorical Papers, Harper and Row, New York 1951. Ossicini, Kurt Lewin e la psicologia moderna, Roma 1972. A.T. Marrow, Kurt Lewin tra teoria e pratica (1969), tr. it., La Nuova Italia, Firenze 1977. Amerio, Teorie in psicologia sociale, Il Mulino, Bologna 1982. Contessa (a cura di), Attualità di Kurt Lewin, Città Studi, Torino 1998. G. Galli (a cura di), La persona in relazione. Sviluppi della psicologia della Gestalt, Liguori, Napoli 2009.

ricerca on-line (corsivo e grassetto aggiunti da me)


Grazie per avermi dedicato la tua preziosa Attenzione


Cresci in Consapevolezza giorno dopo giorno

e Realizza la Vita che vuoi con ciò che hai


la tua Personal Coach




ASPETTATI IL MEGLIO

BENEDICI IL PRESENTE

ABBI FIDUCIA IN TE STESSO

30 visualizzazioni