• lucia personalCoach

Le Risposte della Vita

Aggiornato il: 8 mag 2019

Che ti racconto oggi?....ierlaltro ho passato cinque ore e mezza al pronto soccorso - per un morso di zecca (rimossa tre settimane fa) che ancora si presenta con arrossamento esteso e non accenna a guarire.


Un arco di tempo che mi è sembrato interminabile - ricordi quando ti dicevo che la percezione del tempo è una cosa del tutto soggettiva e sulla quale si può intervenire? -

durante il quale la Vita mi ha comunicato un'infinità di cose.


Una scorpacciata super di #lerispostedellavita per niente teoriche:

  • reali,

  • tangibili,

  • sentite!

Considero i contatti "strong" con la vita sempre delle straordinarie opportunità di apprendimento da guardare da moltissime prospettive per estrapolarne ogni minimo messaggio. E' un po' come tener d'occhio la strada che si ha davanti e nel contempo gli specchietti retrovisori durante la guida: il traffico va monitorato di continuo, rilassatamente vigili, ma di continuo.


Così, la mia considerazione - certo, un po' generalizzata - su ciò di cui son stata testimone in quello specifico Spazio/Tempo è che non si sia mai sufficientemente preparati ad affrontare l'intenso impatto emotivo che provoca il vedere gli effetti della progressiva perdita di autosufficienza del corpo, della mente, delle emozioni che il passar degli anni provoca o degli improvvisi e inaspettati incidenti che possono investirci nel corso della nostra quotidianità!


In quei frangenti, lo stato di shock* la fa da padrone al punto che per alcuni/e che han dovuto fare ripetutamente tali esperienze diventa lo stato al quale sono abituati e che ritengono uno stato d'animo normale.


Sicuro è che, una scarsa Attenzione - alla giusta alimentazione e all'esercizio fisico insieme alla profonda conoscenza di Sé - moltiplica di molto le probabilità che emozioni e stati d'animo inespressi si trasformino in malattie debilitanti che sfociano, nella loro deleteria interazione, in ciò che siamo abituati a chiamare "vecchiaia" e che temiamo come la peste o in incidenti vari (tra cui il mio morso di zecca!), ed è la prima risposta che la mia mente si è data per evitare di lasciarsi coinvolgere emotivamente da ciò che vedeva. Ero pure senza cellulare che indubbiamente aiuta di molto l'estraneamento.


Indubbiamente, abbiamo dei sistemi per la conservazione dell'energia molto efficienti, che entrano in azione automaticamente.


Efficienti lo sono, ma sono anche efficaci?


Essere immersa in quel "campo emozionale" non mi lasciava indifferente: il dispiacere poteva insinuarsi e subdolamente stanziarsi, però, un Cuore aperto e coraggioso può permettersi di percepire ogni sfumatura del sentire umano senza per questo sprofondare negli eventuali "buchi neri" in agguato.


Ecco. La sfida mi si presenta: il mio cuore lo è?


Decisioni da prendere, scelte consapevoli (e non reazioni automatiche) da fare, quindi:


mi lascio o non mi lascio coinvolgere?


Decido per la prima opzione.


Ascolto la paura che emerge e non è affatto piacevole (si porta dietro tante di quelle esperienze fatte di persona, con le persone che amo o trasmesse nel non detto).

Scelgo di aprire il cuore e affrontare la paura e di conseguenza accogliere quegli sguardi (anziché schivarli come fa la maggior parte di loro) colmi di ansia, angoscia, rabbia dalle sfumature più tenui a quelle più intense...quando lasci entrare davvero uno sguardo non sai mai cosa andrà a stimolare, quale tasto dolente potrebbe inavvertitamente toccare.


Incontro degli occhi che mi ricordano quelli di mio padre negli ultimi suoi ricoveri. Mi commuovo profondamente provando una sensazione d'Amore immenso per quell'uomo che me lo ricorda nel suo sentirsi sperduto, solo e timoroso rispetto all'ignoto che lo attende.


Fino a che punto accolgo quella sua richiesta di aiuto?

Posso fare io qualcosa per quell'uomo?


Si. Posso rivolgergli uno sguardo senza scudi, colmo di comprensione e partecipazione, sentendomi capace e potente nella mia vulnerabilità! E' tutto ciò che serve; in uno sguardo, a volte, si trova proprio quello di cui si ha bisogno: un punto d'appoggio, un'anima davvero presente.


Chi lo fa per lavoro, viceversa, ha la necessità di proteggersi da queste continue richieste, comprendo bene; ma chi si trova dall'altra parte ha bisogno di conforto in quei frangenti delicati.


Mi chiedo come mai la vita mi abbia voluto mettermi davanti a questo e comprendo che, oggi, posso essere potente nella mia vulnerabilità perché ho già lasciato andare ripetute volte la sensazione di non esserci riuscita - o almeno non come avrei voluto col senno di poi - con mio padre, mia madre e tutte le persone che già "ho perso" nella morte; lo posso fare perché insieme a quella sensazione ho lasciato andare anche quelle di esperienze così antiche di incapacità e impotenza e che, nonostante ciò, esse possono comunque e sempre reinsinuarsi quando meno me lo aspetto, come quella zecca presa proprio nel giardino di casa.


Di fatto, un "tuffo dove l'acqua è più blu" comporta sempre l'affiorare di profonde paure, questo la Vita lo sa bene e di tanto in tanto ce lo fa fare in modo da prepararci progressivamente all'espansione ed alla costante rinascita che comporta una vera Crescitapersonale o per testare il nostro progresso. e farci così prendere atto del passaggio avvenuto con successo.


Lei, la vita, ci invita a più riprese ad affrontare le nostre zone d'ombra, i nostri lutti ancora presenti, le emozioni che temiamo di più e nel farlo la sua Speranza è che, affrontandoli, impariamo ad individuare, riconoscere e superare i "passaggi obbligati" che fanno parte di fasi che Ognuno/a di noi incontra durante la sua crescita.


I passaggi obbligati del percorso Umano che tanto servono all'Anima per Evolvere verso il Se Stesso migliore si estrinsecano, in Ognuno di noi, in modo unico perché nonostante le somiglianze delle tappe evolutive, in realtà, le esperienze sono squisitamente diverse in quanto intervengono molte variabili differenzianti: età, momento storico, luogo, esperienze pregresse...propri, e di tutti gli altri interpreti della nostra vita. Così, vanno accolte e trattate sempre in maniera diversa, con delicatezza, con fermezza, con Amore! Questo è uno tra i nostri più sentiti bisogni:


essere riconosciuti nella nostra unicità

in mezzo a tutta questa replicabilità.


E' qualcosa che non si può fingere: c'è o non c'è. La differenza si percepisce nel e col Cuore!


Tutto questo, inoltre, fa parte del mio lavoro (che amo moltissimo): il Servizio che svolgo nella Vita degli altri e che la Vita mi consente di fare soltanto se mantengo la mia Presenza vigile, la mia Essenza coerente ed il Cuore aperto!


Una cosa che ricorderò, così da saper provvedere ai miei bisogni in modo ancora più completo dovessi ripetere l'esperienza in futuro, è certamente quella di portarmi "il cestino della merenda" con alcuni generi di conforto al suo interno (visto che non ho molta simpatia per i contenuti dei distributori automatici!) oltre ai libri che immancabilmente porto con me in circostanze di lunghe attese.


Com'è finita con la mia gamba?


Mi hanno consigliata di tener d'occhio ancora per tre settimane il punto in cui sono stata morsa, insieme ai sintomi come febbriciattola, dolore alle articolazioni ed emicrania; assumere preventivamente gli antibiotici (indicati per il morbo di Lyme) non servirebbe che a coprire l'eventuale comparsa dei sintomi. Di seguito, rivolgermi al mio medico curante per seguire la procedura nel caso i sintomi si presentino.


Che ne dici, sarà un caso che certe emozioni - in analisi transazionale - vengano chiamate "emozioni parassite"? Sarà un caso che la gamba in questione è la destra? Naaaaaa


Niente, nella vita è mai a caso, è tutto un messaggio per tornare a Casa. Quale casa, ti chiederai: ma il nostro meraviglioso corpo finché siamo sulla Terra, no?!?


Il tuo Spirito abita davvero il tuo Corpo?


Il mio è sempre più a suo agio, eppure, il viaggio è continuo. Ma a me piace viaggiare ;)


Buona Domenica a Te!....a presto

L.



*di questo particolare ambito si occupa la Psicologia dell'Emergenza che abbraccia la "cura" sia di chi subisce la malattia o l'incidente, sia degli operatori che si confrontano ogni santo giorno con tali cose e ne vengono danneggiati quotidianamente