Danzando il Sogno

Dietro ad ogni azione c'è un motivo e dietro ad ogni motivo c'è una Storia; la Tua, la Mia, la Nostra, la Loro.

La storia che sto per raccontarti è iniziata non molto tempo fa, eppure sembrano essere trascorse almeno dieci vite! Il tempo è qualcosa di fortemente relativo, non credi?

Come spesso facevo da bambina, inizia dalla fine; cioè, quando leggevo qualcosa che mi prendeva veramente: iniziavo dalla fine accertandomi che finisse bene, tornando poi al principio per sapere com'era iniziato e quali peripezie i personaggi avessero dovuto affrontare per arrivare al famoso " e vissero felici e contenti" (che in seguito ho scoperto essere non la fine ma semplicemente di un' altra straordinaria avventura).

Un'abitudine che avevo inventato da quando inconsapevolmente decisi - nel senso che la mia era un'evidente reazione ad una bruttura che non accettavo dal mio punto di vista bambino - che così avrebbe dovuto essere: le storie, quelle che mi piacevano sul serio, dovevano avere un lieto fine e non scemare in un vicolo cieco o concludersi per mancanza di interpreti!

Uno dei primi film d'amore che mi coinvolse ancora molto piccina (Giulietta e Romeo di Zeffirelli del '68), infatti, mi lasciò dentro una sensazione così straziante che "dovevo" assolutamente contrastarla con un nuovo modo di concepire gli eventi della storia; continuando poi, sempre su quell'onda (ai miei tempi andava molto di moda la tragicità!), con l'Elle Pi "Questo piccolo grande amore", straordinario successo (forse proprio per questa sua caratteristica) di Baglioni del 1972, che sembrava fatto apposta per aiutare gli adolescenti a confrontarsi con le proprie inevitabili delusioni amorose.

Personalmente lo ascoltavo percorrendo ogni singola emozione (ovviamente, cantando!) e quando arrivavo alla fine, l'angoscia mi attanagliava così tanto che dovevo proprio tornare daccapo, con l'enorme dispiacere di mia nonna che non gradiva la voce di questo "nuovo" cantante, essendo abituata a quelle più melodiche dei suoi tempi.

Chissà se le avessi dato retta, o avessi ascoltato più Deep Purple come in certi altri ambienti andava di moda: come sarebbe andata la mia vita? ...............maaaaa....non siamo su Sliding Doors e non lo saprò mai, quindi non me ne occupo, abbi pazienza.....

Si dice in giro che, per diventare Adulti, si debba accettare la realtà, diventando realisti - che nella migliore delle ipotesi significa cinici e nella peggiore pessimisti - imparando ad "incassare" colpi su colpi meglio di Cassius Clay, tenendo duro e restando possibilmente impassibili.

E' una diceria, credimi, anche fortemente deleteria e un giorno ti spiegherò il perché, il come e il quando...il chi, no perché si racconta il peccato e mai il peccatore!

Così, ho creato nel tempo il mio personale modo di affrontare le difficoltà: focalizzandomi sull'esito positivo anziché sul presente faticoso e/o doloroso. Questo mi permetteva, da un lato di non togliermi forza da sola e dall'altro di tenere alte le famosissime "vibrazioni" responsabili della creazione della propria realtà.

Nonostante ciò, ho dovuto fare i conti con quelle disarmoniche (ma questa è un'altra storia....la storia nella storia!). In realtà che siano alte o basse non è importante, come scoprii nel 2012 al corso di ciotole tibetane di Albert Rabenstein, ciò che conta davvero è la loro Armoniosità con la Terra ed il Cielo.

Mio padre, il mio primo maestro di Canto e Armonia (ancora un'altra storia.....che, se avrai pazienza nel seguirmi, ti racconterò in seguito), era una gran camminatore, speleologo e alpinista, piuttosto prudente e ricordo ancora adesso i suoi insegnamenti, più pratici che teorici, riguardo la tenacia da sviluppare per riuscire ad arrivare in vetta e tornare al campo base ( non meno importante che arrivare in cima) sani, salvi e sempre!

Questo significava essere responsabili sul serio della propria vita e, in tal modo, non creare problemi alla vita del proprio prossimo (il primo principio, infatti, è Non Nuocere), solo allora si poteva prendere in considerazione di esserlo anche per qualcun altro, a partire dai propri familiari, poi agli amici fino a giungere alla comunità più estesa.

E' il modo che un tempo andava per la maggiore : autodisciplina, sopportazione della fatica, pazienza e immaginazione; conseguire risultati in tempi brevi e senza sforzo all'epoca era a dir poco inconcepibile. Oggi, questa modalità di impegno nella vita sembra quasi scomparsa.

Lo so perché passo la maggior parte della mia giornata con i bimbi che sono l'immagine più aggiornata dell'essere umano attuale (ovvio, figli del contesto sociale in cui sono inseriti) e, per trasmettere loro il concetto sotto forma di esempio e pratica quotidiana, ti assicuro che, abituati come sono al tutto con un click, mette a durissima prova, forgiando a loro volta, la pazienza mia e delle persone che come me trascorrono la giornata insieme a loro.

Ma....torniamo alla storia che desidero condividere con te.....

Danzando il Sogno è il nome del Gruppo Facebook che ho aperto il 9 Febbraio 2010 su ispirazione del libro di Jamie Sams da cui appresi i primi rudimenti della Ruota di Medicina (nel 2005); anche se in realtà, il primo libro che acquistai sui Nativi Americani - e quindi, già se ne parlava - era "La mia danza del sole" nel 2003, anno in cui"incocciai casualmente" un gruppo musicale nativo (del quale non mi feci sfuggire il CD) per le strade di Nizza.

Cosa ci facevo nelle strade di Nizza? Imparavo ad approcciarmi del tutto in solitudine in una città piuttosto lontana da casa e in cui si parla prevalentemente un'altra lingua mettendo in movimento capacità piuttosto arrugginite di "ascolto" e "orientamento" affidandomi, per sapere se potevo fidarmi di lui, al mio Intuito sia per trovare le varie vie che dovevo raggiugere, sia per arrivare puntuale (non volevo più che fosse l'orologio a dirmi che ora fosse) nei luoghi degli appuntamenti.

Era la mia interpretazione del consiglio dato dal dr, Paret - dal quale stavo imparando a praticare Ipnosi Indiana all'interno del più ampio corso di ProgrammazioneNeuroLinguistica - riguardo all'aprire immacolati percorsi neurali evitando di accedere a "mappe" conosciute; lo riteneva il modo migliore per iniziare l'avventura di questo nuovo apprendimento: nuova città, nuove persone, nuovo linguaggio. La domanda a cui rispondere era: "Come te la caverai?".

Da quella data in poi ne arrivarono molti altri ancora di libri sui Nativi, arrivarono anche altri Canti ed infine mi giunse l'esperienza direttamente indiretta (nel senso che gli unici Nativi che conobbi fu ancora in seguito) di "danzare la Ruota" .....anzi, a dire il vero, apprendendo come fosse Lei a Danzare me e come il mio Spirito guidava la mia vita in modo piuttosto bizzarro.

La Ruota di Medicina o il Cerchio della Vita, chiamala come ti piace, sempre dello stesso Insegnamento si tratta, è qualcosa di Vivo che appena si accorge che inizi a prenderlo in considerazione ti crea Lezioni Individuali Specifiche per farti Evolvere sempre più verso il Divenire un Sacro Umano che Respira insieme al Cuore del Pianeta.

Tra i suoi Insegnanti più qualificati ci sono la Vita e la Morte, ma in realtà sono talmente tanti da stupire per la Varietà, la Qualità, la Sensibilità e la Competenza. Ognuno/a di Loro "parla" ed il volume delle comunicazioni spazia dal suono inudibile al sussurro delicato, fino al rombo più assordante. Tutto, a seconda della necessità dell'Umano in questione.

Danzare la Ruota, quindi, nel significato attribuito da tutti i popoli Antichi della Terra, significa "muoversi" con passione (cioè con tutta la propria energia vitale/sessuale/sensuale....quindi si parla di Bioenergia) in direzione della massima espressione della Coscienza, in tutte le dimensioni dell'Umanità: mentale, emozionale, materiale, spirituale, esteriore ed interiore; significa muoversi verso il proprio Sacro Sogno (non un sogno x, y) che è sempre in Armonia con la Terra e lo Spirito.....in equilibrio dinamico con il Centro, cioè il Cuore.

La settimana scorsa ho deciso ci chiudere il mio "Danzando il Sogno" e così è stato, ma prima di chiuderlo, stavolta (...e anche questa è un'altra storia!) ho voluto "documentare" la sua esistenza con tanto di foto e date, così, giusto per avere dei parametri temporali di riferimento, più per me stessa che per altri. Il mio Sacro Sogno, o almeno la gran parte di esso, è giunto a me: io mi sono avvicinata a Lui e, mentre lo facevo, lui faceva altrettanto con me, così, alla fine, ci siamo incontrati!

Tener conto delle varie tappe dei propri viaggi è importante, oltre ad essere degli splendidi ricordi da portare con sé nel proseguo del percorso e siccome il racconto, come avrai di certo già capito, ha molte sfaccettature, ho pensato di condividerlo un po' alla volta per non annoiarti.

Oggi, quindi, mi fermo quì.....felice di averti "presentato" il mio primo gruppo Facebook attraverso cui, a suo tempo, ho fatto le mie prime esperienze di creazione di eventi e grazie al quale ho "cantato e danzato" a me il mio Sogno.

a presto, Straordinaria Anima in Cammino

L.

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